Avrei voluto esordire in questo mio blog indagando sulle origini del mio amore per la scrittura, per l'introspezione psicologica, per l'umorismo pirandelliano che rende grottesco anche l'avvenimento più tragico.
Avrei voluto iniziare con un post eloquente, chiaro e sicuro come il fischio di Fonzie, il cui suono richiamava a sè decine di ragazze.
Insomma, avrei tentato di presentare quel "me stesso" che avrei poi mostrato nelle notarelle di questo mio velenoso taccuino...Ma poi, arrivato alla candida pagina bianca per inserire il mio intervento, mi sono bloccato: avevo forse io qualcosa da dire, qualcosa di cui poi non mi sarei pentito, rigettandolo da me come una serpe velenosa? C'è forse qualcosa di veramente nostro che è possibile rendere comunicabile anche gli altri, nello stesso modo in cui noi lo abbiamo visto e pensato? Difficile rispondere.
Fatto sta che ormai il più era fatto: non mi resta che proseguire, scrivere altre pagine. Un anno è morto; e l'altro già sfavilla nelle menti piene di false speranze e d'altrettanto falsi buoni propositi.
I giorni di un altro dannatissimo anno attendono di venire bruciati; e io, di fronte a questa pagina bianca e a questa nauseante solitudine, sono senza parole.
Aeronysmo
p.s. Pure se in notevole ritardo, faccio a tutti i dovuti auguri. Per chi ancora crede alla loro sincerità.